Riciclo carta….

Buongiorno a tutti, ieri ho visto che vi ha fatto piacere il post creativo, per oggi ho pensato a una cosa più semplice  sicuramente tutti abbiamo in casa la carta specialmente i volantini pubblicitari che ci riempiono le cassette della posta e che poi finiscono nella spazzatura a discapito delle povere piante….
Oltre alla carta serve solo la colla, per braccialetti e collane elastico e filo…
Ecco un modo per poterla riutilizzare e trasformare in oggetti simpatici, oppure gioielli da portare e regalare con orgoglio 珞 buon lavoro a tutti bambini e non, come sempre se avete bisogno di consigli scrivetemi nel post #andratuttobene #iorestoacasa

Pasta di ceramica a freddo…

In questi giorni dove bisogna stare in casa, se volete per fare qualche cosa con i vostri bambini, vi consiglio la pasta di mais, si asciuga all’aria e si possono fare tantissime cose:
Le dosi:
– 180 g di amido di mais (maizena)
– 130 g di colla vinilica (io uso del Vinavil)
– 1/2 cucchiaino di olio (tipo la vaselina se volete anche olio Johnson oppure un cucchiaio di crema per le mani ).
– un cucchiaio di succo di limone.

L’amido di mais è facilmente reperibile in qualunque negozio di alimentari.
Preparazione :
Mettiamo in un recipiente il tutto e mescoliamo fino a ottenere un composto omogeneo. Se l’impasto risulta troppo “colloso”,  aggiungere poco alla volta altra maizena, fino a ottenere una consistenza morbida ma non appiccicosa.
Ora è pronta e potete iniziare a creare…
Io la pasta la coloro prima di lavorarla aggiungendo poco colore acrilico, ma si può colorare anche dopo aver creato l’oggetto.
Vi metto qualche fotografia come esempio, se volete altri consigli potete scrivermi e sarò lieta di aiutarvi… Buon divertimento #andratuttobene #iorestoacasa
Se vi farà piacere nei prossimi giorni vi posterò ancora nuove idee da poter fare con cose semplici che sicuramente avrete in casa…

Parigi…

Parigi per me è la città ideale, multietnica… libera quanto basta a rendere tutto molto free… la prima volta che l’ho visitata è stato circa 30 anni fa ed è stato amore a prima vista… Da allora ci sono tornata almeno 20 volte, lo scorso anno ci sono stata due volte, in aprile due giorni e a maggio tre giorni.

La cosa bella quando visiti una città già vista è che tutto è piu semplice… Non devi più correre, ma la vivi non come turista ma come uno dei tanti abitanti.

Il quartiere che amo di più è Montmartre… E oggi voglio parlarvi proprio di quello 😉

Conosciuto come il quartiere degli artisti, pieno di ristoranti e negozi di souvenir.

Ci sono, delle strade che conservano il fascino di un tempo, come rue Lepic, la lunga strada che sale lungo la collina o la rue St. Vincent.

Io ho soggiornato all’Hotel Joséphine, fa parte della collezione happy culture, classico hotel parigino, ecco una fotografia dell’ingresso e una della sala ristorante… Ve lo consiglio vivamente 😊

Non vi ho ancora detto come arrivare al quartiere Montmartre 😅
Le fermate metro che vi permettono l’accesso al quartiere sono diverse : Anvers, Abbesses, Pigalle, Blanche e Lamarck-Caulaincourt. Tutto dipende naturalmente da quale punto della collina volete raggiungere.
Il modo più semplice e rapido per arrivare alla basilica del Sacré Coeur


è di scendere ad Anvers (linea 2) e di imboccare la rue Steinkerque.

A questo punto, dopo esservi ripresi dall’emozione che l’effetto mozzafiato dell’imponente mole bianca fa inevitabilmente, potete scegliere se salire a piedi o se prendere la funicolare. Per questa è valido il

t+, il biglietto bianco utilizzabile su metro e bus – ma non combinabile con questi -, o la Paris Visite.
Se volete fare un comodo giro tra alcune delle strade più interessanti della collina, potete prendere il Montmatrobus che va da Pigalle a Julles-Joffrin.

Si tratta di un autobus turistico, sul quale non è valido il t+, ma che potrete prendere utilizzando la Paris Visite.

E ora vi mostro qualche fotografia…

Dimenticavo… Non può mancare un buonissimo assaggio della pasticceria francese 😊


Buona serata a tutti… Vi racconterò ancora un po di Parigi

Pietre che diventano ciondoli…

Ho realizzato questo ciondoli bordato con una lega a allergica rivestita di oro 24m forse non tutti lo sanno, mapossono avere anche un potere curativo, come sapete le pietre o come tanti usano per soprannominarle… Minerali, hanno poteri curativi, sia per il corpo che per l’anima…L’ametista è una pietra molto utile per il benessere del corpo e della mente, dal forte e vivace colore violaceo, aiuta la pace spronando all’azione.
L’agata è una varietà di quarzo che si può trovare in moltissimi colori: è usata principalmente contro lo stress, la paura e la mancanza di autostima.
L’angelite è una pietra fondamentale per voi che cercate di connettervi agli Esseri Superiori.
Madre della perla. Anticamente, quest’ultima aveva un significato molto profondo. Veniva infatti considerata la lacrima degli dei. Nel mondo esoterico, la madreperla viene associata all’oceano, al movimento ed alla profondità.
#work #handmade #cinziastucchi #ikigailartedelcoloreenonsolo #jewelrydesign #agata #madreperla #ametista #angelite #jewelry #art #cristalloterapia #cadeau #regalo

Il Karma

Il Karma…
La miglior cosa e’ perdonare …. un pensiero negativo pensato ripetutamente può trasformarsi nel tempo a tuo sfavore moltiplicandosi…e accettare non vuol dire subire…se produciamo rabbia la rabbia ritorna…amare e perdonare per abbattere il Karma negativo…comprendere non significa lasciar fare…per ridurre un Karma negativo dobbiamo…capire le cause e l’effetto…quando capisci la lezione il Karma negativo si interrompe…
Amare e perdonare…nella crisi fisica imparare la moderazione…
nella crisi finanziaria…fare beneficenza…
nelle relazioni, se gli effetti sono dolorosi, impariamo a perdonare e a dimenticare, e ad accettare le persone per le loro diversità…per chi mi conosce sa che è’ sempre stata la mia filosofia di vita…ma a volte la vita non smette di metterti davanti a tante prove che non sempre riesci a controllare.
Per avere sempre un Karma positivo e NON generare Karma negativo;
“Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità, ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai con meraviglia,che la tua sarà’ sempre piena” (Paranama Yogananda)
La Regola Aurea…Yang= il fare…Yon= il non fare…”Qualsiasi cosa tu non ami per te stesso, non ti piaccia anche per nessun altro”

Oriana Fallaci

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

Oriana Fallaci

Sito internet…

Ho provato a realizzare il mio siti internet, in autonomia 😅 premetto che sono una frana…

Il programma che ho usato è wix, vi confesso che non è stato difficile, la piattaforma è abbastanza semplice da usare.

Se volete visitarlo, mi farebbe molto piacere sentire i vostri giudizi 😉.

E sempre se vi fa piacere iscrivervi, così da essere aggiornati sulle mie attività.

Vi auguro una serena giornata

https://cinziastucchi8.wixsite.com/website

Bandiere tibetane…

Non so se vi è mai capitato di vederle… Io da anni le ho appese alle mie finestre.

Vi racconto un po’ la loro storia…

Le bandiere di preghiera tibetane da appendere al balcone…lasciate libere di sventolare nel cielo, abbinate alla bandiera nazionale del Tibet (simbolo ufficiale, dal 1912, di questa nazione oppressa dalla Repubblica Popolare Cinese), sappiate che sono bandiere di preghiera non è un semplice elemento decorativo, ma una forte espressione di spiritualità, pace, armonia e benessere. In questo modo, anche la semplice esposizione delle bandiere di preghiera nei cinque differenti colori ha un preciso significato. Il colore blu rappresenta l’aria e il cielo; il bianco per lo spazio infinito, il rosso per il fuoco; il verde per l’acqua; il giallo per la nostra terra. Il cavallo del vento, rappresenta, invece, la direzione del vento e la velocità con la quale i nostri desideri sono trasmessi. Al centro delle bandiere, il cavallo del vento, descrive quindi le trasformazioni dello spirito che riesce a trasformare gli ostacoli della vita in situazioni favorevoli. Nella parte inferiore, sono raffigurati antichi Mantra tradotti in tibetano dal sanscrito, che orientano la forza spirituale emessa da noi stessi e dall’ambiente che ci circonda….Le preghiere vanno esposte, possibilmente, durante il capodanno tibetano che coincide la luna nuova del mese di febbraio. In alternativa in un giorno di luna nuova, oppure in un giorno della prima quindicina di ogni mese del calendario lunare. Al mattino presto, possibilmente. Ed anche la stessa bandiera nazionale del Tibet offre degli interessanti aspetti sacri. E’ una bandiera del tutto particolare: il triangolo al centro rappresenta una montagna innevata e simbolizza il Tibet, conosciuto come “ il paese circondato dalle montagne innevate ”. Sullo sfondo di un cielo blu scuro sei raggi rossi si espandono, in ricordo degli antenati del popolo tibetano. Le sei tribù chiamate Se, Mu, Dong, Tong, Dru, Ra, che a loro volta hanno dato origine a dodici discendenti. La combinazione dei sei raggi rossi (per le tribù) e dei sei raggi blu (per il cielo) rappresenta l’incessante azione di protezione attuata dalle due divinità protettrici del Tibet a guardia delle tradizioni spirituali e secolari. Uno dei due protettori, Nechung è di colore rosso, mentre l’altro, Sri Devi, è di colore nero. Sulla vetta della montagna innevata, il sole con i suoi raggi brillanti che splendono in tutte le direzioni rappresenta l’equanime diritto alla libertà, alla felicità materiale e spirituale e alla prosperità per tutti gli esseri del «Paese delle Nevi». Alle pendici della montagna, due leoni delle nevi, si ergono con le loro criniere indomite a rappresentare il vittorioso ottenimento dell’unificazione della vita spirituale e secolare che si è compiuto in Tibet. Il gioiello radiante a tre colori in alto, rappresenta l’eterno rispetto che i tibetani portano per i «Tre Supremi Gioielli» (gli oggetti del rifugio buddisti: Buddha, Dharma e Sangha). Il gioiello a due colori in mezzo ai leoni rappresenta la tradizione custodita dai tibetani per la disciplina di un’etica corretta; in altre parole, la comprensione della «Legge di Causa ed Effetto», e la consapevolezza che le dieci azioni virtuose e le sedici modalità di condotta umana sono le sorgenti di beneficio infinito e pace. Il bordo giallo della bandiera (su tre lati) non è una semplice rifinitura. Indica il diffondersi in tutte le direzioni degli ideali del Buddhismo, mentre il lato senza il bordo giallo simboleggia l’apertura dei tibetani verso i non buddisti….

Buona domenica

Il nido…

C’era una volta una merla che decise di costruire il nido in un terrazzo, anche se del terrazzo aveva ben poco, sembrava più un giardino in miniatura, dove il verde regnava sovrano.
Nel piccolo balcone crescevano svariate piante con profumatissimi fiori, gelsomino, passiflora, un papiro, una piccola quercia, un edera con una profumatissima pianta di menta e tante piante grasse ed è proprio li che la merla decide di costruire il suo nido.
In un giorno ha creato una piccola nursery curata in ogni minimo dettaglio.
Il giorno successivo, con lo stupore di chi osservava questo meraviglioso spettacolo, inizia a depositare quelle piccole uova con il guscio azzurro, ogni giorno le uova aumentavano…una…due…tre e quattro, proprio così, dopo solo quattro giorni le uova sono proprio quattro.
La vita inizia il suo corso e con estrema pazienza la merla resta lì a covare ventiquattro ore su ventiquattro, il merlo più volte al giorno viene sul terrazzo inizialmente un po’ timoroso, forse avrà pensato ma proprio li dovevi costruire il nido dei nostri piccoli.
Sempre con molta attenzione non faceva mancare nulla alla sua compagna, si posava dapprima sul ramo più grande della passiflora, osservava chi dalla finestra rubava quegli attimi di estremo amore, poi entrava nel balcone e le dava da mangiare cinguettando subito dopo.
Passano i giorni e esattamente dopo dodici giorni, quelle piccole uova azzurre si schiudono, e nascono quattro piccoli merli.
Continuano le amorevoli cure di mamma merla e papà merlo che assistono i piccoli portando loro il cibo, giorno dopo giorno i piccoli crescono le piume rivestono i corpicini che dapprima erano solo becco, già un grande becco arancione.
Iniziano a cinguettare dolcemente, mamma merla non li abbandona un attimo, sempre assistita da papà merlo che ormai anche lui ha preso fiducia e non si lascia più spaventare dagli occhi indiscreti che osservano la famigliola.
Ma tutte le favole finiscono, ed anche questa oggi e’ giunta al termine, i piccoli hanno preso il volo inizialmente molto timidamente ma con l’aiuto di mamma merla e papà merlo sono riusciti a spiccare quel volo, accompagnato da quel dolce cinguettio.
Ora il nido e’ vuoto, non si odono più i dolci cinguettii, ma papà merlo continua ad entrare nel balcone per cibarsi di quel cibo, che viene lasciato dagli occhi indiscreti che ha avuto la fortuna di assistere a tanta meraviglia.
Ci